Viagra Boys “Street Worms”

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2018, Year0001
White 180gr vinyl LP

Perché cazzo nessuno mi ha mai parlato prima dei Viagra Boys?
Ci pensa Blow Up, con la recensione dell’ultimo EP “Common Sense”, a farmi venir voglia di rispolverare la discografia della band di Stoccolma, da cui pesco questa gemma di album uscito due anni fa.

“Street Worms” è denso di post punk anfetaminico, abrasivo e tossico che scopre subito tutte le sue potenzialità con la doppietta iniziale di Down in the Basement e Slow Leaner: un frullato di Jesus Lizard, Six Finger Satellite, VonLMO, Morphine e Idles fatto di cassa dritta e trascinante, un incedere ossessivo e minimale su cui si ergono la voce sguaiata, sbruffona e strafottente di Sebastian Murphy – novello David Yow – e le sbilenche svisate del sax scuola no wave di Oskar Carls. I due singoli Sports e Just Like You fanno leva sugli stessi elementi ma rallentano il ritmo, rappresentando scene di vita borghese allucinate e malsane. Shrimp Shack torna a pestare sull’acceleratore, una cavalcata che strizza l’occhio all’electro-punk dei Death From Above 1979, e Frogstrap tiene botta con la sua miscela di metallo, ruggine e speed. C’è spazio pure per la lenta e splendida Worms, con un istrionico Murphy in versione crooner – di carte da giocare questi ragazzi ne hanno più di una – prima che la conclusiva, strumentale e programmatica Amphetanarchy ribadisca i geni prevalenti del DNA Viagra Boys: motorik in salsa post-punk, ritmo quadrato e pompato, un sax che scalpita e sbuffa come un cavallo strafatto. Ciliegina su una torta andata a male.

Insieme a Sleaford Mods, Daughters e Melt Yourself Down, tra i pochi ascolti degli ultimi anni che mi fanno ancora rizzare i peli sulle braccia.